• Antonella Sportelli

La maschera nasconde e rivela


Riflessioni, analisi e pensieri sul tema della maschera tratte dal saggio di Alessandro Pizzorno, uno dei maggiori studiosi di scienze sociali in Europa, Sulla Maschera edito da Il Mulino.






"La maschera nasconde. La persona che è nascosta cessa di innestare la propria azione sul corpo della sua storia quotidiana, interrompe la propria identità personale, sottrae ogni azione che compie alla responsabilità del prima e del poi. Anche in questo significato, la maschera realizza il vuoto sotto si sé, s'instaura unica realtà sopra un'assenza.

Ciò che viene nascosto in chi porta una maschera viene abolito, o resta al massimo come un fatto privato, interno a una coscienza; senza espressione né comunicazione; cui neppure uno specchio rimane, per riconoscersi.

La maschera nasconde, è giusto, ma si tratta di un nascondere che abolisce e identifica. Un modo, cioè, di realizzare l'essere che la maschera rappresenta. Ciò che appare e vive, infatti, sono gli atti di una nuova identità, immediatamente inserita nella presenza degli altri, fatta essere dagli sguardi degli altri. I gesti dell'essere mascherato sono nudi, hanno ritrovato una necessità essenziale: di essere in funzione del loro esser veduti come autonomi da ogni preoccupazione, da ogni riferimento alla storia quotidiana della persona. Che un individuo si mascheri, e le sue mani, i suoi piedi, non saranno più strumenti delle sue intenzioni, bensì consisteranno compiutamente nella loro presenza fra gli altri. E tale presenza, nel circolo che racchiude la realtà di una cerimonia, di una rappresentazione, di una danza, sarà quella di un essere che viene riconosciuto per la sua identità a se stesso.

Un caso particolare è quello di certe maschere per sciamani (soprattutto della Siberia del Nord) il cui uso viene generalmente interpretato come facilitante la concentrazione interiore, l'assorbimento mistico, il distacco dal mondo esterno. Ricordiamo anche che molte maschere africane sono composte in modo che lo sguardo, leggermente convergente, volto verso l'interno, si direbbe, lasci un'impressione di concentrazione profonda. La maschera dello sciamano (spesso di cuoio o di metallo) non rappresenta niente di particolare, un semplice schermo con dei fori agli occhi e alla bocca. Essa è conseguente alla natura dello sciamanismo, che non è un sistema di culto ma piuttosto una tecnica mistica (anche se con riflessi sociali). La maschera serve allo sciamano per realizzare quell'assenza dal mondo degli uomini che si convertirà in viaggi mistici verso altri mondi; lo sciamano è un solitario, la maschera favorisce e protegge la sua solitudine; ma questa solitudine a sua volta non è che strumento per un più ampio o più intenso contatto: anche qui la maschera significa partecipazione. (Lo sciamanismo conosce altre maschere, figurative e molto lavorate; generalmente maschere di malattie, o, bianche, rappresentanti spiriti.) La condizione per ottenere la concentrazione interiore è qui evidentemente l'essere nascosti.

Ma se nascondere è una condizione di assorbimento e di assenza, esso è pure condizione di presenza di altri: nascondere è sempre "a qualcuno", e così rivelare."


Alessandro Pizzorno, Sulla maschera, 1952



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