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Maschere dell'identità: Il viaggio geometrico negli occhi degli altri

  • Immagine del redattore: Antonella Sportelli
    Antonella Sportelli
  • 10 lug
  • Tempo di lettura: 2 min


Esiste una sottile, quasi impercettibile linea di demarcazione tra l'atto di guardare e la condanna di essere guardati. Il volto, nella sua nuda esposizione quotidiana, si fa costantemente carico di arginare il giudizio del mondo, frammentandosi in mille percezioni estranee. È in questo preciso solco psicologico e filosofico che si inserisce la ricerca visiva di ArtAndFashion by Sportelli, una riflessione plastica che trova la sua sintesi ideale nel video intitolato Le Maschere dell'Identità: Viaggio negli Occhi degli Altri.


In questo cortometraggio d'arte di quaranta secondi, l'oscurità non funge da semplice sfondo, ma si configura come un vuoto pneumatico originario. Da questa tenebra assoluta emerge la figura umana, non per nascondersi, ma per operare una radicale scomposizione dell'io. La maschera non è più un velo che occulta, bensì lo strumento attraverso cui l'osservatore viene costretto a specchiarsi nell'enigma dello sguardo altrui.



Le Maschere dell'Identità - Video


L'estetica della frammentazione: Il riflesso e la sovrapposizione



Il video si sviluppa attorno a un unico, magnetico fulcro visivo: una fisionomia femminile avvolta in una conturbante maschera felina. La struttura, interamente rivestita di strass neri opachi e blu cobalto lucidi, cattura e frammenta la luce circostante come una corazza minerale, un guscio cyborg che protegge e al contempo esaspera l'espressività degli occhi. Ad arricchire la composizione interviene un gioiello corporeo, una sottile catena geometrica che cinge il collo e scivola sul busto nudo, estendendo il rigore del design oltre i confini del volto.


La vera tensione drammatica dell'immagine si compie tuttavia attraverso un sofisticato espediente di montaggio: la sovrapposizione trasparente dei fotogrammi. Il volto si sdoppia, gli occhi si moltiplicano in una dissolvenza incrociata che disorienta chi guarda. Questa tecnica trasforma la clip in un labirinto fisionomico, un'esperienza visiva ravvicinata in cui i piani temporali e spaziali collassano. Non assistiamo a una semplice esibizione statica di artigianato d'eccellenza, ma a una vera e propria indagine psicologica sul concetto di alterità. Chi indossa queste maschere dell'identità smette di essere un soggetto passivo e diventa uno specchio profondo, costringendoci a compiere un viaggio emotivo all'interno delle nostre stesse proiezioni.



La poetica dannunziana del manufatto e il lusso artigianale: Maschere dell'Identità



Vi è nel ritmo ossessivo e primordiale della traccia sonora, unito alla precisione geometrica dell'accessorio, un richiamo implicito a certe atmosfere della grande letteratura decadente, dove l'artificio non è mai sinonimo di falsità, ma elevazione dell'estetica a suprema verità morale. Come nella prosa dannunziana l'oggetto prezioso si carica di una sensualità distante e intellettuale, così queste creazioni Made in Italy si impongono nello spazio digitale con l'autorità della scultura pura.


La scelta della texture materica—quella fitta costellazione di strass che rievoca la pelle di un rettile notturno o l'armatura di una divinità arcaica—risponde alla volontà di creare un'opera d'arte totale da indossare. Il corpo umano viene così verticalizzato verso l'eccellenza, trasformato in un tempio dove l'individualità viene amplificata dall'incontro con l'elemento plastico.


Rivisitare questo capitolo della produzione di Antonella Sportelli significa comprendere che il viaggio negli occhi degli altri non è che il riflesso della nostra stessa, perenne ricerca di un centro. Un'opera concettuale che, superando i confini del tempo, continua a interrogarci sul valore autentico del nostro apparire.



Le evoluzioni stilistiche, i pezzi unici d'archivio e le attuali configurazioni scultoree sono documentati all'interno della collezione permanente delle Maschere Eleganti di ArtAndFashion by Sportelli.

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