• Antonella Sportelli

Piazza della Signoria con il suo maestoso Palazzo Vecchio. L'incanto perenne per Firenze.

Aggiornamento: 5 set

Si erge maestoso e severo nella sua imponenza, il Palazzo della Signoria, chiamato anche Palazzo Vecchio, dopo che nel 1550 Cosimo I si trasferì con la famiglia e il seguito a Palazzo Pitti, con quella sua torre, alta 94 metri, che dà un carattere elegante all'edificio. Dicesi che sia dovuto al genio Arnolfo di Cambio di Colle di Val d'Elsa (1232-1301) che avrebbe preso a modello il Castello dei Conti Guidi di Poppi. La costruzione risale al primo 300, ma il suo completamento richiese molti secoli.


Firenze, Palazzo Vecchio, architettura, arte
Palazzo Vecchio - Firenze

La costruzione a bugnato con le belle bifore ai due piani, termina con un ballatoio merlato dal cui lato si innalza la torre di Arnolfo, eretta lateralmente perché costruita sulla preesistente torre di Foraboschi.


Davanti al Palazzo sul ripiano della scalinata, dalla quale in antico gli oratori arringavano il popolo e per questo detta Arringhiera, sono disposte alcune grandi sculture: il Marzocco, come simbolo della Repubblica Fiorentina che regge, seduto, lo stemma col giglio di Firenze, copia in pietra dell'originale che si trova al Museo Nazionale; Giuditta e Oloferne di Donatello (1460), a ricordo della cacciata da Firenze del Duca d'Atene; la copia del David di Michelangelo; infine, Ercole e Caco di Baccio Bandinelli.


Sulla porta d'ingresso, un fregio con due leoni e al centro il monogramma di Cristo di San Bernardino con l'iscrizione Rex Regum et Dominus Dominantium (Re dei Re e Signore dei Signori) ricorda gli ultimi anni della libertà della Repubblica (1528-29), quando i fiorentini elessero Cristo a loro Re. Infatti, l'iscrizione del 1529 era così concepita: Iesus Christus Rex Florentini Populi S.P. Decreto Electus ( Gesù Cristo eletto dal popolo Re di Firenze). L'attuale iscrizione, a sostituzione di questa, fu posta nel 1851.


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Nella piazza, a sinistra, la Fontana dell'Ammannati (1563-75) con il gigantesco Nattuno, chiamato dai fiorentini il Binacone. Opera non eccessivamente stimata. Le statue in bronzo, naiadi e satiri, dovute allo stesso Ammannati ed altri, fra cui il Giambologna, sono, invero, molto belle. Del Giambologna è pure la statua equestre a sinistra della piazza, rappresentante Cosimo I de' Medici. Verso il centro della piazza, ad alcuni metri dalla fontana, l'epigrafe ricorda il punto dove Fra Girolamo Savonarola, l'audace e battagliero revisore dei costumi dell'epoca, fu arso il 23 Maggio 1498.

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