Anton Pevsner - Lo scultore russo e il Costruttivismo dei Movimenti d'Avanguardia.
- Antonella Sportelli

- 18 ott 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 28 gen
Anton Pevsner, Scultore Russo Nato ad Orel nel 1886 in Sintesi
Anton Pevsner, scultore russo, nacque a Orel nel 1886 e morì a Parigi nel 1962. Insieme al fratello Naum Gabo (Brjansk, 1890 – Waterbury, 1977), fu tra i principali promotori del Costruttivismo, uno dei movimenti dell’Avanguardia russa sviluppatisi nella scia del Cubismo e del Futurismo.
Il movimento costruttivista, promosso inizialmente da Tatlin, si distingueva da altre correnti affini per il rifiuto della figurazione e per l’intento di inserire il rinnovamento della visione spaziale operato dal Cubismo e dal Futurismo in un ambito più pratico e aperto alla libera interpretazione. Caratteristico è il suo opporsi all’astrazione intesa come “spiritualità” — concetto al quale fa ampio riferimento Wassily Kandinsky nel suo saggio Lo spirituale nell’arte — in nome di un “realismo” cui Naum Gabo e Anton Pevsner, rientrati a Mosca nel 1917, intitoleranno il loro manifesto di rilancio del Costruttivismo.

È noto tuttavia come le autorità politiche dell’URSS, dopo una fase di iniziale favore, abbiano successivamente condannato ideologicamente le correnti dell’Arte d’Avanguardia, appellandosi a un’idea di “realismo” profondamente diversa da quella teorizzata da Pevsner e dal fratello. Il loro manifesto risale al 1920, ma già nel 1921 Pevsner — come Gabo, Kandinsky, Lissitzky e altri — è costretto a lasciare la Russia. Mentre Gabo si stabilisce a Berlino, Anton prosegue per Parigi, città nella quale fisserà la propria residenza e svolgerà, da allora in poi, la sua attività artistica.

Pevsner, pur attraverso gli articolati sviluppi di molti anni di lavoro, rimane sostanzialmente fedele all’idea di un’arte che, avvalendosi delle scoperte della scienza e della tecnica moderne, se ne serva liberamente per proseguire la produttività della natura attraverso l’invenzione umana.
Da qui deriva il carattere di rigore matematico che contraddistingue le sue “costruzioni”, spesso accostate a modelli plastici ottenuti mediante la traduzione geometrica di espressioni algebriche. In realtà, però, si tratta di opere profondamente liriche, nelle quali rigore e invenzione si fondono mirabilmente, come in Costruzione a spirale, Mondo, Monumento simboleggiante la liberazione dello spirito, Fenice, Visione spettrale, Proiezione dinamica, e altre.
Profilo Autore e Continuità Estetica
Antonella Sportelli
Scultrice di formazione presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna e studiosa di estetica. Sotto la guida del Professor Roberto Daolio, ha indagato le connessioni tra antropologia e visione artistica, concentrandosi sulla genesi della forma. Oggi trasferisce quel rigore intellettuale nella creazione di manufatti dove la materia diventa linguaggio.
La ricerca formale prosegue nella galleria dei [Quadri Moderni].



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