• Antonella Sportelli

Chiesa di Orsanmichele

Aggiornamento: 8 set


CHIESA DI ORSANMICHELE - FIRENZE


Edificio gotico quadrato, quasi simile a un torrione, con il carattere di costruzione civile mentre è edificio religioso. In realtà sorse come Loggia del Grano quando la costruì, verso il 1290, Arnolfo di Cambio, demolendo l'antica Chiesa di San Michele Arcangelo, fiancheggiata da un orto (era detta, infatti, San Michele in Orto); loggia che doveva servire alle contrattazioni dei mercanti del grano.


Orsanmichele Firenze
Orsanmichele - Firenze

Distrutta la costruzione arnolfiana da un incendio, fu ricostruita nel XIV secolo e vi lavorarono quegli stessi architetti che in quel periodo erano preposti alle varie costruzioni cittadine: Francesco Talenti, Neri di Fioravante, Benci di Cione e Simone di Francesco Talenti, innalzando la loggia di un piano per farne deposito granaio onde sovvenire ai bisogni cittadini in casi di emergenza.


La costruzione fu ordinata dalla repubblica fiorentina in onore della Miracolosa Madonna situata su un pilastro della loggia, iniziata nel 1337 e terminata nel 1404. Già durante la costruzione, verso il 1349, era stato deciso di trasformare la loggia in oratorio per dedicarvi un altare in onore di Sant'Anna, per la cui intercessione il duca di Atene, Gualtieri di Brienne, era stato cacciato dalla città, e proprio il giorno di Sant'Anna del 1343. Così, Simone Talenti, nel 1387, ebbe il compito di accecare le arcate ed egli mirabilmente adempì all'incarico chiudendole con bellissimi portali ornati di trafori, leggeri come merletti, mentre nei tabernacoli dei pilastri furono poste statue dei Santi protettori delle Arti Maggiori.


A cominciare da sinistra dal lato di Via Calzaioli, troviamo:


1 Tabernacolo dell'Arte di Calimala, con San Giovanni Battista del Ghiberti (1414-16).

2 Tabernacolo del Tribunale della Mercanzia di Donatello e Michelozzo, con Cristo e San Tommaso, bronzo di Andrea del Verrocchio (1464-83).

3 Tabernacolo dell'Arte dei Giudici e Notai, con San Luca del Giambologna (1601).


Seguono:


1' Tabernacolo dell'Arte dei Baccai, con San Pietro di Donatello (1408).

2' Tabernacolo dell'Arte dei Calzolai, con San Filippo di Nanni di Banco (1405-10).

3' Tabernacolo dei Costruttori e Scultori, con quattro Santi Coronati di Nanni di Banco (1408).

4' Tabernacolo degli Armaioli, con il San Giorgio di Donatello (1416).


Proseguendo per Via dell'Arte della Lana:


1 Tabernacolo dell'Arte del Cambio, con San Matteo di Lorenzo Ghiberti (1420).

2 Tabernacolo dell'Arte della Lana, con Santo Stefano di Lorenzo Ghiberti (1426-28).

3 Tabernacolo dell'Arte dei Maniscalchi, con Sant'Eligio di Nanni di Banco (1415).


Tra i due tabernacoli di sinistra c'é l'ingresso principale della Chiesa con una scultura di Nicola Lamberti. Dal lato di Via dei Lamberti, troviamo:


1 Tabernacolo dell'Arte dei Lanaiuoli, con San Marco di Donatello (1411-13).

2 Tabernacolo dei Pellicciai, con San Jacopo e bassorilievo attribuiti al Ciuffagni.

3 Tabernacolo dei Medici e Speziali, con Madonna con Bambino, detta anche Madonna della Rosa, attribuita a Simone Talenti.

4 Tabernacolo dell'Arte della Seta, con San Giovanni Evangelista di Baccio da Montelupo (1515).


I medaglioni in terracotta sono di Luca della Robbia, quello dell'Arte dei Baccai è un moderno della Fabbrica Ginori.


Immagini delle sculture dei Tabernacoli esterni di Orsanmichele.


Interno: pilastri e volte con affreschi del 300 e 400 dedicati ai Santi protettori delle Arti Minori e vetrate policrome. Ma il mirabile tabernacolo di Andrea di Cione, detto l'Orcagna (1335-59) domina con la sua elegante ricchezza di statuette, arabeschi, angeli, santi e pregevolissimi bassorilievi delle Storie della Vergine; un vero capolavoro dello stile gotico-fiorentino. Tra i bassorilievi il più bello è quello della Morte della Vergine e sua Assunzione, sul dietro dell'altare; la figura senza barba è avvolta in un cappuccio, è l'autoritratto dell'Orcagna. Il tabernacolo serve da baldacchino a un dipinto giottesco, la Madonna delle Grazie, attribuito a Bernardo Daddi. Sull'altare di sinistra il gruppo in marmo rappresentato è la Vergine e Sant'Anna, di Francesco da Sangallo (1526) ed è dedicato a Sant'Anna; mentre la chiesa è dedicata alla Vergine Maria.


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