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These New Puritans White Mask

  • Immagine del redattore: Antonella Sportelli
    Antonella Sportelli
  • 12 dic 2015
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 1 apr



Il 3 dicembre 2009, il gruppo art rock inglese These New Puritans pubblicava il brano We Want War. Attraverso una profonda collaborazione con il filmmaker Daniel Askill, la traccia ha preso vita in un video magnetico e particolarissimo. Quando la sensibilità visiva incontra quella uditiva nascono diamanti: in questo articolo analizzeremo la maschera bianca, un simbolo di identità alterata, sorprendente e complessa, che il frontman sfila lentamente all'apertura del video.




Due frame del video dei These New Puritan, brano We Want War diretto da Daniel Askill, mostrano il protagonista che si toglie la maschera bianca
La machera bianca del videoclip We Want War di These New Puritans


Chi sono i These New Puritans?



I These New Puritans, oggi un duo composto da Jack e George Barnett, si distinguono per una capacità visionaria che trasforma il rock in sonorità potenti ed evocative, muovendosi sul filo di un’elettronica dal sound eroico. Nel loro percorso hanno collaborato con figure come Thomas Hein e Sophie Sleigh-Johnson, arrivando a integrare nelle proprie produzioni orchestre di 35 elementi.


Le loro musiche incidono la mente con l'energia frenetica dei pionieri post-rave britannici come Aphex Twin, intrecciandosi con le atmosfere inquietanti del post-punk e ritmi fuori dagli schemi. In perfetto equilibrio tra fragilità e forza, come un'asta sospesa su un abisso profondo, hanno trovato in Daniel Askill il regista ideale per tradurre in immagini la loro splendida We Want War. Ma perché questa visione si apre proprio con una maschera bianca?



Video Ufficiale We Want War dei These New Puritan con regia di Daniel Askill


Daniel Askill e la visione di "We Want War"


Daniel Askill è un regista e artista australiano che vive a New York, attivo tra cinema, fotografia, teatro, installazioni immersive, opere multimediali (espone persino alla Biennale di Venezia), campagne pubblicitarie e collaborazioni noti musicisti e con nomi come Alexander McQueen, Dior, BMW e Apple. Askill ha il dono di rubare gli occhi dell'osservatore per scaraventarli in una realtà onirica e visionaria, capace di sovvertire le leggi della fisica e della gravità con una potenza estetica travolgente.


In questo video, Askill raccoglie la natura dei These New Puritans e genera un mondo sospeso. Attraverso una sequenza di immagini ipnotiche, il video si sviluppa tra elementi ricorrenti:


  • Il protagonista che si sfila una poderosa maschera bianca in primo piano.

  • L’uso sistematico dello slow-motion e la totale assenza di gravità per i personaggi.

  • L'inversione dell'orizzonte, che da orizzontale ruota fino a farsi verticale.

  • Un buio quasi totale rotto da schegge di fuoco, acqua e rifrazioni di luce.

  • Corpi bagnati in sospensione che si muovono lentamente nel vuoto.

  • La figura femminile che, inizialmente, mai incrocia quella maschile.

  • L'elemento acquatico.

  • Il lento rewind di tuffi.

  • Mille piccole gocce riverberate dalla luce come fossero fuochi d'artificio.

  • In basso, in lontananza, lo skyline minimo e oscuro di una città.

  • L’immagine specchiata del tuffo, che racconta uno sdoppiamento e una successiva riunione dell’identità.

  • Il ritorno della maschera e dell'orizzontalità.


L'immaginario di Askill si coordina con le sonorità dei These New Puritans attraverso questi frame, e genera uno scarto tra la potenza quasi epica del brano We Want War e la fragilità dei corpi sospesi e immersi nel buio attraverso movimenti lenti. La maschera determina il senso profondo dell'opera. Vediamo anzitutto di descriverla:


  • È strutturata ad elmo, ma non è compatta come questo.

  • Ha una forma che richiama il capo di un uccello.

  • Sembra costituita da lamelle, quasi rasoi di materiale prezioso bianco: perle e diamanti con riflessi argentei forse..

  • Spicca e riflette la luce, in contrasto col buio pesto dello sfondo.


All'inizio del filmato, il protagonista se ne priva: da quel momento si entra nel tunnel nero della guerra di cui parla il testo, dove le leggi della fisica scompaiono. Solo nel finale, quando la maschera viene nuovamente indossata, si assiste al ritorno alla realtà: l'orizzonte torna normale e i corpi ritrovano una terra concreta su cui poggiare. Qui la maschera assume un valore positivo: è l’identità preziosa che permette di abitare la bellezza del reale, proteggendo l'individuo dall'incubo del conflitto.



Dalla visione alla creazione artistica


Raccontare questo video significa svelare i processi mentali che precedono la nascita delle mie maschere. Mi piace fare il processo a ritroso: mostrare ciò che ha attratto il mio pensiero e come quella visione sia poi maturata fino a farsi oggetto.


Le mie creazioni nascono da una necessità espressiva, dalla ricerca di una perfezione nelle forme e di un'eleganza che si nutre di suggestioni ipnotiche come quelle di Askill. La maschera non cerca confronti, ma vive di bellezza propria e di un equilibrio che ho cercato di infondere nel disegno.


Vi invito a esplorare le mie maschere artistiche e a scoprire, qui sotto, quella nata esattamente dall'ascolto e dalla visione di We Want War.



Maschera Gioiello Silver
€30.00
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2 commenti

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RED
01 apr
Valutazione 5 stelle su 5.

"ECCEZIONALE".!

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Antonella Sportelli
Antonella Sportelli
02 apr
Risposta a

Grazie <3

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