• Antonella Sportelli

Scultura Moderna - Introduzione del movimento e della semplificazione delle forme nella scultura.


La Scultura Moderna del XX secolo introduce i concetti di movimento e semplificazione delle forme: da Boccioni a Pevsner, dall'americano Calder all'italiano Marini. Dal Futurismo al Costruttivismo.



Velocità, spazio e progresso tecnologico, tre aspetti della vita del XX secolo, hanno spronato l'immaginazione degli scultori quanto quella degli scienziati. Non più tardi del 1909 il Movimento Futurista italiano, rappresentato da uno dei suoi membri più importanti, Umberto Boccioni (1882 - 1916), tentò di trovare un rapporto tra le forme del corpo umano e quelle della macchina, simbolo del movimento del XX secolo. È certo che gli scultori hanno cercato, fin dai tempi degli Assiri e dei Greci, di introdurre nella scultura l'illusione del movimento: i disegni ripetuti e ritmici e le figure di quegli antichi sorpresi all'inizio di un gesto anticiparono l'interesse degli artisti per le forme in movimento. I pittori cubisti, per esempio, avevano imparato da Cézanne a cercare in ogni forma l'essenza geometrica semplificata; e la scultura, che può mostrare tutti i diversi aspetti di un'immagine allo spettatore che le giri intorno, si adattava idealmente alla nuova evidenza data alle forme semplificate, evidenza resa più intensa dal fatto che gli uomini cominciavano a scoprire la bellezza delle forme nette ed essenziali delle macchine. Gli scultori futuristi cercarono, quindi, di rendere simili idee nelle loro opere.


Alexander Calder, scultura, scultura cinetica, costruttivismo
Alexander Calder

Il nuovo interesse per le macchine, i materiali e le tecniche connesse al loro funzionamento sfociò, negli anni intorno al 1920, in un altro Movimento di più vasta risonanza: il Costruttivismo. Con plastiche trasparenti, metalli saldati o lucidati, fil di ferro e vetro, scultori come Nahum Pevsner (Gabo), nato in Russia nel 1890, e Antoine Pevsner (1884 - 1962) crearono oggetti non figurativi con titoli come Scultura in Movimento e Danzatore, i quali a mezzo di luci riflesse e forme ritmiche, davano l'impressione di un movimento simile a quello di una macchina. Altri scultori eseguirono lavori capaci realmente di movimento, muniti di piccoli motori.


Antoine Pevsner - Superficie Sviluppabile
Antoine Pevsner - Superficie Sviluppabile


Costoro non cercavano tuttavia di rappresentare qualcosa che somigliasse all'uomo o alla macchina, perché l'importante era quello che sempre aveva avuto importanza nella scultura, cioè il rapporto volume-spazio. È stato, comunque, un successo particolare del XX secolo inventare una scultura in cui gli spazi stessi cambiano di forma e nuovi motivi si evolvono e si sostituiscono continuamente. Lo scultore americano Alexander Calder (1898 - 1976) è stato uno dei padri di questo tipo di scultura e ha definito "mobili" le forme in cui essa si presenta: nelle opere di Calder forme di metallo e di plastica in delicato equilibrio, sospese a cerchi di filo metallico, si intrecciano a ogni alito d'aria.


Altri scultori moderni hanno creato opere ove lo spazio è contenuto in strutture scheletriche: parliamo, per esempio, di alcune delle opere in metallo saldato dell'inglese Reg Butler (1913 - 1981) o delle complicate costruzioni in filo metallico dorato dell'americano Richard Lippold (1915 - 2002); altri scultori ancora si sono serviti di materialo di scarto dell'industria per opere che rivelano analogie sconcertanti tra le loro creazioni e il mondo della natura.


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Reg Butler - Richard Lippold

Particolare importanza ha l'italiano Marino Marini (1901 - 1980) che, partito da un'esperienza classica, si riferisce poi a esempi più arcaici, soprattutto egizi ed etruschi; le sue opere, pur rigorosamente realistiche, esaltano il valore della plasticità pura e tendono a rappresentare un "mito moderno", cioè l'eterno aspetto e l'eterno divenire della realtà.



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