Scultura Moderna - Introduzione del movimento e della semplificazione delle forme nella scultura.
- Antonella Sportelli

- 15 ott 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 21 mar
La Scultura Moderna del XX secolo introduce i concetti di movimento e semplificazione delle forme: da Boccioni a Pevsner, dall'americano Calder all'italiano Marini. Dal Futurismo al Costruttivismo.
La Scultura Moderna rappresenta un'affascinante intersezione tra arte, tecnologia e dinamismo, elementi caratterizzanti del XX secolo. La velocità, lo spazio e il progresso tecnologico hanno ispirato non solo scienziati, ma anche scultori, dando vita a opere che riflettono l'epoca in cui sono state create. Nel 1909, il Movimento Futurista italiano, guidato da figure di spicco come Umberto Boccioni (1882 - 1916), si è proposto di esplorare il legame tra le forme del corpo umano e quelle delle macchine, simbolo di un'era in rapida evoluzione.
Fin dai tempi degli Assiri e dei Greci, gli scultori hanno cercato di infondere nelle loro opere l'illusione del movimento. I disegni ripetuti e ritmici, insieme alle figure antiche colte nell'atto di un gesto, hanno anticipato l'interesse degli artisti per le forme in movimento. I pittori cubisti, ad esempio, hanno appreso da Cézanne l'importanza di cercare l'essenza geometrica semplificata in ogni forma. La scultura, in grado di rivelare molteplici aspetti di un'immagine a seconda della prospettiva dello spettatore, si è rivelata particolarmente adatta a questa nuova enfasi sulle forme semplificate.
Con l'emergere della bellezza delle linee nette ed essenziali delle macchine, i scultori futuristi hanno cercato di tradurre queste idee nelle loro opere, creando sculture che non solo rappresentano la realtà, ma la reinterpretano attraverso il prisma della modernità e della tecnologia.

Il nuovo interesse per le macchine, i materiali e le tecniche connesse al loro funzionamento sfociò, negli anni intorno al 1920, in un altro Movimento di più vasta risonanza: il Costruttivismo. Con plastiche trasparenti, metalli saldati o lucidati, fil di ferro e vetro, scultori come Nahum Pevsner (Gabo), nato in Russia nel 1890, e Antoine Pevsner (1884 - 1962) crearono oggetti non figurativi con titoli come Scultura in Movimento e Danzatore, i quali a mezzo di luci riflesse e forme ritmiche, davano l'impressione di un movimento simile a quello di una macchina. Altri scultori eseguirono lavori capaci realmente di movimento, muniti di piccoli motori.

Costoro non cercavano tuttavia di rappresentare qualcosa che somigliasse all'uomo o alla macchina, perché l'importante era quello che sempre aveva avuto importanza nella scultura, cioè il rapporto volume-spazio. È stato, comunque, un successo particolare del XX secolo inventare una scultura in cui gli spazi stessi cambiano di forma e nuovi motivi si evolvono e si sostituiscono continuamente. Lo scultore americano Alexander Calder (1898 - 1976) è stato uno dei padri di questo tipo di scultura e ha definito "mobili" le forme in cui essa si presenta: nelle opere di Calder forme di metallo e di plastica in delicato equilibrio, sospese a cerchi di filo metallico, si intrecciano a ogni alito d'aria.
Altri scultori moderni hanno creato opere ove lo spazio è contenuto in strutture scheletriche: parliamo, per esempio, di alcune delle opere in metallo saldato dell'inglese Reg Butler (1913 - 1981) o delle complicate costruzioni in filo metallico dorato dell'americano Richard Lippold (1915 - 2002); altri scultori ancora si sono serviti di materiali di scarto dell'industria per opere che rivelano analogie sconcertanti tra le loro creazioni e il mondo della natura.

Di particolare rilevanza è l'italiano Marino Marini (1901 - 1980), il quale, partendo da un'esperienza classica, si ispira successivamente a modelli più arcaici, in particolare egizi ed etruschi. Le sue opere, pur mantenendo un rigoroso realismo, esaltano il valore della pura plasticità e mirano a rappresentare un "mito moderno", ovvero l'aspetto eterno e il continuo divenire della realtà.



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